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the time identity: commenti

Marisa Vescovo - critico d'arte - Torino

Guardando con attenzione i lavori di Mastrangelo, siano esse linee tracciate a pennello su tessuti posti su modelli o volti umani, non possiamo non notare che, le linee capaci di dar vita ad un'unica retta , in bianco/nero o a colori, fissano con forza il divenire del gesto del tracciare, nei suoi successivi momenti temporali e spaziali, verticalmente dall’alto verso il basso (o viceversa), con zone di pausa e di silenzio, che si innestano in altre in cui si leggono i segni del rilievo di quanto sta sotto il telo, come in una sindone, magari arricchite da colature che generano energia e tensione. Il gesto necessariamente ripetitivo di queste operazioni-evento determina scansioni e rotture, che fanno affiorare, in noi che guardiamo, un flusso coscienziale, il quale sottolinea l’idea di un tempo veloce e sempre ritornante, un tempo molto umano nel suo fluire irreversibile. Un gesto artistico come questo allontana le cose dal mondo e fa parlare l’assenza delle cose, quelle che noi non vediamo, ma nondimeno sono presenti.

Alberto Barbera - direttore Museo Nazionale del Cinema Torino - Festival del Cinema di Venezia

(riguardo The Time Identity of Mole) Assistere alla performance è stata un esperienza emozionante (…) c’era l’impressione davvero di qualcosa in cui la dimensione del rischio fosse connaturata alla bellezza del gesto a carattere in qualche modo rispettoso ed oltraggioso (…) Far parte di questo pubblico che assisteva un po’ col fiato sospeso un po’ con la voglia di vedere la conclusione, di applaudire e di partecipare all’unicità di questo evento, sono tutti elementi che hanno caratterizzato quei lunghi minuti della discesa che sono stati un’esperienza davvero entusiasmante.

Eugenio Bennato - cantautore napoletano

L‘ingenuo gesto pittorico che compie Enzo Mastrangelo è in realtà rivelatore di un paradosso geometrico: il suo pennello corre su un lenzuolo, che è per definizione bidimensionale.
Ma il lenzuolo è posto sul mio viso che, lo dico senza falsa modestia, di dimensioni ne ha tre.
In quell’irripetibile istante i due universi dimensionali, distinti ed incompatibili, miracolosamente si sovrappongono.

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